La scuola è il primo posto dove si può e si deve insegnare al rispetto di tutti ma ancor di più a guardare tutti con gli stessi occhi, occhi che vedono le peculiarità di ognuno e non le differenze, che vedono le qualità ma anche i difetti che caratterizzano il compagno e lo rendono unico. La scuola è quel luogo che insegna a collaborare e a parlare diversi linguaggi: quello verbale, quello manipolativo, quello del corpo, quello iconico, quello musicale. Noi e i nostri alunni nella nostra scuola queste modalità comunicative le usiamo tutte in modo da poter arrivare ad ognuno senza farlo sentire diverso. Proprio per questo svolgiamo attività laboratoriali dove le strategie comunicative si mescolano permettendo ad ognuno di inserire il suo tassello per completare l’esercizio, risolvere il problema, fare l’esperimento realizzare un cartellone. Quest’anno abbiamo anche una possibilità in più perché nella nostra scuola attraverso un progetto vengono i ragazzi dell’associazione ARK21 &More che con la loro spontaneità, dolcezza e allegria ci danno un’ulteriore chiave di lettura del mondo. Quest’anno la 1A e la 2A del nostro istituto comprensivo hanno deciso di celebrare diversamente la Giornata Internazionale della persone con disabilità. I più piccoli, guidati dall’insegnante di sostegno della classe hanno riflettuto su come le diversità appartengano ad ognuno di noi, lo rendano unico e li permettono di svolgere delle azioni rispetto ad altre che potrebbero sembrare scontate. Lo hanno fatto leggendo un breve testo in cui il protagonista era un alunno con sindrome di spettro autistico, geniale, che riusciva a creare con le mani tutto ciò che desiderava ma aveva paura di usarle per accarezzare o essere accarezzato e abbracciato. Da questa storia sono arrivati ad affrontare quella di “Edward Mani di Forbice”, il film di Tim Burton, dove il protagonista viene prima osannato e poi allontanato miseramente dalle stesse persone perché “diverso”. Edward il ragazzo dal cuore grande, che esprime ciò che prova che costruisce personaggi con le piante nei giardini degli abitanti nel paese in cui è capitato. Ma la sua fiaba, purtroppo, non ha un lieto fine. È una pellicola bellissima del 1990, che mette in mostra il baratro che divide la gente cosiddetta normale dalle persone cosiddette diverse. Dopo la visione di questa pellicola, i ragazzi della classe 1A dell’Istituto “Bernacchia-Schweitzer” di Termoli hanno deciso di raffigurare le scene che più li hanno colpiti e hanno compreso quanta strada ci sia ancora da fare per eliminare le etichette relative alle diversità.
In 2A invece l’attività è nata per caso, e si è trasformata in una celebrazione della Giornata internazionale della disabilità che dovrebbe essere celebrata ogni giorno perché tutti uguali e tutti diversi. Infatti, la seconda più che festeggiare la disabilità ha toccato con mano come le differenze rendono il gruppo più efficiente poiché insieme ad una ragazza dell’associazione ARK21&More che e venuta a scuola a svolgere la sua attività prevista dal progetto hanno collaborato nella realizzazione degli addobbi e del materiale necessario per le attività di continuità destinate ai più piccoli. La mattinata è stata caratterizzata da sorrisi, canzoni, allegria e spontaneità. È stato un arcobaleno di emozioni.

