Il Purgatorio è il posto del quasi, dell’attesa della felicità, di chi cerca e spera; perciò questa Cantica è forse la rappresentazione più nitida del corso della vita dell’uomo, il Purgatorio è il posto degli uomini. Dante racconta un percorso che è il nostro percorso, analizza esperienze e sentimenti con cui ogni giorno entriamo in contatto. Perché l’esperienza del viaggio e della crisi è esperienza di ciascuno. Alla luce di queste riflessioni, gli alunni della Scuola Secondaria hanno interpretato il personaggio del condottiero Manfredi, del poeta Guinizzelli, del musico Casella, del miniaturista Oderisi, di Pia de’ Tolomei e poi ancora di Beatrice che Dante ritroverà nell’Eden più bella di come la ricordava. Un’attività pratica collettiva, condivisa presso la Libroteca “L’ora d’aria”, ha reso più motivante lo studio, accompagnati da Dante fino al momento in cui si sente “puro e disposto a salire a le stelle” (Canto XXXIII).

